lunedì 12 settembre 2011


Liberarsi dalla schiavitù dei portali internazionali di prenotazione alberghiera

Ho visto l’ecommerce nascere e lentamente svilupparsi.
Non solo: ho partecipato attivamente in progetti turistici e investito tempo e denaro……molto di entrambi.
L’Italia, si è visto subito, era indietro anni luce rispetto ad altri paesi, ma sapevo
che prima o poi gli italiani si sarebbero svegliati e soprattutto si sarebbero svegliati
gli albergatori italiani.
Così è stato. Ci sono voluti 10 anni per arrivare a superare pregiudizi, ignoranza e diffidenza,
anche se questo lento processo  non è ancora del tutto completato.
I primi a capire che l’ecommerce sarebbe stato un ottimo aiuto alle loro casse
sono stati gli alberghi delle città d’arte. Poi pian piano tutte le altre tipologie di albergatori e zone turistiche,
ma ancora oggi (quasi nel 2012) ci sono parecchie tipologie di strutture alberghiere :
agriturismi, affitta camere, residence e qualche piccolo albergo che ancora non sono associati a qualche portale
nazionale o internazionale di prenotazioni alberghiera.
Alcuni di essi non hanno nemmeno un sito internet.
Una follia di questi tempi.

Comunque la maggior parte degli albergatori è associata ai portali di prenotazione alberghiera:
Venere.com è stato il primo a nascere e farsi conoscere in Italia, e ora fa parte del gruppo Expedia,
poi è apparso Booking.com e piano piano ha iniziato a farsi strada fino a diventare quello che tutti
gli albergatori conoscono. E’ lui che porta il maggior numero di prenotazioni alle strutture alberghiere.
La commissione è del 20%, non è certo poco, ma può diventare ancora più alta in base a certi servizi di visibilità extra.
Ma cosa dovrebbe fare un albergatore per non dare la percentuale a Booking.com o agli altri portali internazionali?
O meglio cosa deve fare per non dipendere solo esclusivamente da un portale che chiede commissioni così alte?

Dovrebbe iniziare a crearsi visibilità online autonomamente.
Staccare pian piano il cordone ombelicale da questi portali e iniziare a porsi degli obiettivi a lungo termine.
E’ necessario rendere il proprio sito trovabile agli utenti web di tutto il mondo.
Non è impresa ne semplice ne veloce. Ci vuole tempo e lavoro costante: anni di lavoro.
Ma crearsi visibilità pagherà bene, e pagherà fin da subito per poi avere la svolta decisiva nel giro di qualche mese/anno.
E’ impossibile dare una tempistica precisa, perché non esiste e ogni struttura è un caso a sé.
E’ sicuramente necessario avere un sito internet aggiornato e con un sistema di booking online proprio.
Deve essere tradotto nel maggior numero di lingue straniere possibili.
E’ necessario che il sito sia graficamente attraente con foto di ottima qualità fatte da professionisti,
non da albergatori improvvisati fotografi. Troppe volte ho visto foto di stanze o bagni  con
letti inquadrati a metà, foto quasi completamente buie, flash sparato sullo specchio etc…
Le foto fanno vendere, gli utenti sono princuipalmente attratti dalle foto .
Eppure molti albergatori non l’hanno ancora capito.

E’ sempre necessario inserire a fondo pagina (footer) l’indirizzo completo con nr di telefono.
Decine di volte mi sono imbattuto in siti che non avevano nemmeno il nr di elefono sul sito,
non c’era l’indirizzo, o mancavano entrambi.

Il sito inoltre deve essere usabile: cioè di semplice navigazione.
Ci sono siti di strutture alberghiere che sono dei labirinti in cui ci si perde dopo 2 click.
Deve essere un sito ottimizzato per i motori di ricerca….e questo è un punto dolente.
Poche persone sanno cosa significa  ottimizzare un sito…..e la maggior parte delle web-agency che ci sono in giro non sanno
farla bene o molto semplicemente se ne fregano …tanto il cliente non sa nemmeno che esiste.
E’ invece fondamentale, l’ottimizzazione è il fondamento su cui si basa la visibilità organica.
Informatevi per bene su internet e poi pretendetela: il vostro sito sarà correttamente indicizzato da Google.

Iniziate poi un attività di webmarketing con un professionista , deve essere un lavoro costante.
Associatevi a portali di prenotazione che fanno pagare una quota annua fissa non  troppo elevata.
Prima di associarvi controllate che la vostra località sia visibile con la parola chiave: “tipologia struttura + località”
o viceversa , che è la parola chiave più cliccata dagli utenti che ricercano una struttura alberghiera.

Associatevi a siti gratuiti ma che siano seri e che offrano all’utente la possibilità di contattarvi:
al momento un sito gratuito che dà ottimi servizi è www.vacans.com .
E’ l’unico sito in Italia a non richiedere ne commissioni ne quota annuale.
E’ semplice da utilizzare e per iscrivere la propria struttura basta andare su www.iscrizioneportaliturismo.it
Gli step sono semplici, e completamente automatizzati.
Inoltre Vacans è l’unico portale che ha suddiviso l’italia in 400 aree turistiche visibili con mappe cliccabili.
La vostra struttura sarà dunque presente in vari settori del portale.

Utilizzate i social network: facebook per cominciare, per  poi passare a Twitter.
Quando sarete ormai degli esperti smanettoni informatevi per entrare nel mercato social
delle applicazioni mobili: Foursquare, poco utilizzato in Italia
ma che da a negozianti e albergatori ottime possibilità di pubblicità all’estero ….iniziate a informarvi.

Gli albergatori italiani devono capire che è importante camminare anche con le proprie gambe e non
diventare schiavi solo di pochi portali internazionali.
Che succederebbe se Booking.com e “gli altri”  pretendessero una commissione sempre più alta
sulle vendite? L’albergatore, che non si sarà dato da fare con la propria visibilità,
sarà costretto a versare tali commissioni per non affondare.

Il web da la possibilità a tutti di farsi trovare .
Ma non credete che sia facile.
Il settore del turismo è uno dei più competitivi al mondo e serve tempo ed esperienza
per avere buoni risultati.

Se siete un albergatore e vi sentite in balia dei portali internazionali, allora
è ora che inziate a crearvi visibilità online indipendentemente.
Non sarà facile all’inizio, ma è la strada più lungimirante da seguire
per evitare di trovarsi sempre più schiavi di chi spera che la vostra
web-ignoranza continui ad esistere.

De Grandi

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