
L’arretratezza tecnologica dell’Italia e la scarsa diffusione di Internet rispetto agli altri paesi europei, che comporta anche una scarsa dimestichezza con il mezzo da parte degli stessi operatori turistici e ha come diretta conseguenza un’offerta, a partire dagli stessi siti Internet, di bassa qualità e di profilo amatoriale, inadeguata a sfruttare il ruolo sempre crescente della rete in chiave di “agenzia di viaggi” globali ed il correlato fenomeno low cost: sebbene in Italia quasi tutte le strutture ricettive abbiano un sito Internet, l’aspetto grafico e contenutistico, oltre che la struttura dei servizi offerti online, sono fermi all’era del boom delle new economy e a un modo di fare web vecchio di 10 anni: eoni in termini di internet.
Pagine destinate a molti abbandoni e poche conversioni, che non trovano un degno contrappeso nelle dimensione ancora piuttosto atrofizzate dei portali e dei motori di ricerca turistici di ambito nazionale: ogni visita mancata, ogni visitatore respinto, ogni conversione svanita segna un piccolo punto negativo in questo bilancio di per sè già ampiamente gravato. In questo senso il ricordo della tragicomica storia del portale Italia.it può assurgere a simbolo di questo stato di cose.
Insomma, il sole c’è ancora, le spiagge e il mare anche (anche se forse un po’ più inquinate), su questo non c’è dubbio: quello che comincia a scarseggiare, a quanto pare, sono i turisti: e se, come dice la stragrande maggioranza degli economisti, le fasi di crisi sono quelle in cui si deve investire, il lavoro qui in Italia sicuramente non mancherà.
Hotel, bb, Agriturismi, masserie, appartamenti in Italia
Pubblicato originariamente su: Goodbye Dodos.com
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